giovedì 24 dicembre 2009

‘Navigatori’ spiati per 7 anni

INTERNET
Navigatori’ spiati per 7 anni
registrate le visite a ogni sito
Tutto il traffico da mobile ‘catturato’ fino al 2008 da tre grandi aziende.
“Gli italiani rassegnati ad essere intercettati”
di VITTORIO ZAMBARDINO

La privacy? Dice un dirigente dell’autorità garante: “Chiunque tra il 2001 e l’inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3g) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all’ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell’autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate”.
Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da qualche parte esisteva (e “dovrebbe” non esistere più) un complesso sistema di grossi hard disk sui quali c’erano gli indirizzi (URL) di tutte le nostre pagine internet visitate. “Tutte, ma proprio tutte”. Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche sì, la password di quel sito un po’ scollacciato che ogni tanto allieta una vostra serata un po’ uggiosa. Per non parlare di chat e messaggi posta. Tutto era “captivato” e tutto era leggibile.
Ora, dal gennaio del 2008 non lo è più (e sì che resistenze da parte di magistratura e apparati di polizia, perché si continuasse con la rete a strascico, ce ne sono state). Non solo: in Italia è stato anche adottato il sistema dello “Ip univoco” che rappresenta un passo avanti in materia – in Inghilterra, dopo gli attentati del 2005, è successo qualcosa di simile e su scala più ampia.
Domanda: ma quelle informazioni sono poi state davvero distrutte? Questo non lo sa nessuno, ma il funzionario dice che non ha motivo di ritenere che non lo siano state. E il problema della traccia e della completa tracciabilità elettronica delle nostre vite resta, ma non è detto che sia irrisolvibile.
L’ingegner Cosimo Comella è il dirigente dell’Autorità per la protezione dei dati personali che ha detto queste ed altre cose al seminario organizzato a Roma dal “Pasion”, un progetto sulla protezione dei dati finanziato dall’Unione europea proprio nella sede dell’Autorità, con la presenza sia dell’attuale (Francesco Pizzetti) che del primo presidente (Stefano Rodotà). Comella ragiona che il pubblico e i media si indignano o si allarmano per questioni anche superficiali: “Non mi spiego perché il nostro provvedimento del 2008 che mise fine a quella situazione fu sostanzialmente ignorato dai giornali”. Ma qui si apre un capitolo assai grosso: la sensibilità di ognuno di noi al tema “protezione dei dati”, non privacy, come prega di dire il presidente Pizzetti.
Perché siamo forse un paese rassegnato: non solo al traffico, all’evasione fiscale e all’esistenza della mafia. Ma anche all’idea che contro la violazione delle nostre vite non si può fare niente. Risulta da un’indagine di opinione mostrata al workshop. Così guardiamo con rassegnazione al fatto che le aziende, ormai in modo dichiarato, facciano indagini attraverso Google sulle persone che presentano una domanda di assunzione. Lo fanno, non è un mistero. “E’ ormai diventato quasi inutile avere un curriculum” dice il garante Pizzetti, “Quella è solo la nostra versione della nostra vita, poi sarà messa al vaglio di motori e social netwiork”.
Noi italiani siamo rassegnati all’idea che internet sia intercettata e studiata in un modo che ci indignerebbe per qualsiasi altro mezzo. Eppure succede ben altro che l’intercettazione malandrina. E accettiamo in modo supino che la politica pensi e legiferi alla rete senza rendersi conto di cosa sta maneggiando. Pizzetti e Rodotà si esprimono in modo diverso, ma le loro analisi portano esattamente a questo punto: che governi e parlamenti ricorrono a controlli e censure sempre più approfonditi e indiscriminati perché di fatto non conoscono l’oggetto di cui parlano.
Si può far qualcosa per impedire che un datore di lavoro ci studi su Google e scopra che dieci anni fa, dopo una festa di laurea, ci siamo fatti uno spinello? Non si può fare molto. E se la misura – sostiene Rodotà – è solo l’autocensura, ne deriva un danno devastante della libertà personale e di espressione. Perché se sappiamo di essere spiati cambiano anche i nostri pensieri”.
Invece si può fare molto perché la nostra posta non sia spiata, perché le nostre “pagine viste” non siano spiate da chi non deve, perché il nostro comportamento non diventi solo e soltanto il grano che viene macinato nei mulini del “marketing comportamentale” sul quale vengono investiti milioni di dollari ed euro ogni anno.
Si può fare qualcosa e una delle risposte è nel lavoro dei crittografi. La crittografia è una branca della matematica coltivata da pochi, che viene chiamata in causa solo quando si parla di cose militari. Ma che potrebbe – è l’argomento di Giuseppe Bianchi, ingegnere delle telecomunicazioni, docente all’università Roma 2, che lavora in vari progetti Ue – trovare soluzioni concrete ed efficaci: possiamo avere uno “pseudonimo” registrato, che permetta di “mostrare al vigile la patente senza dire il proprio nome”. Si può pensare a messaggi di posta che dopo un certo periodo si autodistruggano scomparendo dalla disponibilità di spioni e ficcanaso. Si può pensare a sistemi che controllino chi scarica abusivamente contenuti coperti da copyright senza frugare nell’attività online della persona. Serve una politica avvertita e colta.
E un’opinione pubblica che non dica: “Non c’è niente da fare”.

da Repubblica.it dell' 8 ottobre 2009
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lunedì 30 novembre 2009

Germania, 100% energia rinnovabile. Italia: 100% carbone e nucleare.

Il titolo dell’articolo non è fantascienza ma è la realtà della determinazione della classe politica tedesca che crede nelle fonti rinnovabili. Gli obiettivi che si sono posti sono veramente ambiziosi e i fondi per l’energia rinnovabile vengono investiti esclusivamente per lo scopo.

Peccato che la classe politica corrotta e truffaldina del Paese in via di sviluppo investa i fondi destinati all’energia rinnovabile in energia sporca accontentando gli amici di sempre e continuare a truffare gli italiani.

L’azienda elettrica comunale “SWM” di Monaco ha scommesso sulle fonti rinnovabili con un progetto ambizioso su cui sta investendo mezzo miliardo di euro all’anno. Le aziende elettriche italiane invece restano a guardare l’evolversi degli eventi.
Che differenza passa tra un Paese evoluto e un Paese in via di sviluppo?
Nel Paese in via di sviluppo la classe politica vuole tornare al nucleare, convinta di prendere la strada della modernità! Sinceramente, con la classe politica vecchia e inconcludente che si ritrova il Bel Paese, questa soluzione sciagurata potrebbe essere una soluzione ottimale.
Loro, i politici, pensano molto agli interessi personali e potrebbe essere un motivo per cui vogliono tornare così prepotentemente al nucleare, per dare la possibilità ai privati di controllare il popolo, come sta accadendo con la privatizzazione dell’acqua e sperperando i finanziamenti per le "energie rinnovabili" che vengono dirottati per le energie sporche. ll regalo di 30 miliardi di euro che negli ultimi dieci anni i politici hanno fatto agli amici degli amici è la riprova del fallimento della politica ecologica del Paese in via di sviluppo.
Ma in un Paese democratico ed evoluto come la Germania questi problemi sono superati da tempo, grazie anche al tocco femminile del Cancelliere: si punta con determinazione alle fonti rinnovabili e i fondi ad esse destinati vengono investiti scrupolosamente per lo scopo. La prova degli investimenti è tangibile, possiamo partire dall’impianto eolico più grande del mondo che si trova al confine con la Danimarca realizzata dalla REpower una delle maggiori industrie che si occupa di energie rinnovabili. E proseguire con il progetto avveniristico realizzato dalla Fondazione Liebenau che utilizza ogni anno oltre cinquemila tonnellate di pannolini usati, ritirati negli ospizi e ospedali, che grazie alla centrale riducono le spese di smaltimento per circa 350mila euro e produce energia elettrica per 50 case, contribuendo alla riduzione di anidride carbonica.
Ma il progetto più ambizioso si sta materializzando a Monaco di Baviera, una metropoli di un milione e mezzo di abitanti con 800.000 nuclei familiari che richiedono 2,5 miliardi di kilowattora all’anno. Dal 2015 sarà la prima città al mondo a funzionare completamente con l’energia rinnovabile.
Per realizzare il progetto, la SWM investe nell’energia rinnovabile mezzo miliardo di euro l’anno che trae dagli attuali profitti, i quali, incredibilmente, sono dati in gran parte dalle centrali nucleare Isar1 e Isar2. che sorgono accanto al fiume Isar. Ma nel 2020, la centrale verrà chiusa. Questo provvedimento, infatti, fa parte del piano nazionale per l’uscita dal nucleare.
Essendo l’unica azienda di energia elettrica cittadina rimasta comunale, la SWM è al quinto posto tra i produttori di energia tedeschi. Grazie a questa grandezza entro il 2025 riuscirà anche ad ottenere dall’energia rinnovabile i 7,5 miliardi di kilowattora all’anno necessari per l’industria.
Insomma, la SWM vuole fare di Monaco di Baviera la prima grande città al mondo che produce energia elettrica da fonti rinnovabili e l’energia necessaria per la città verrà prodotta a Monaco di Baviera.
Per il Paese in via di sviluppo questo progetto rimane fantascienza dal momento che la classe politica, obsoleta e retrograda, ancora insiste con le centrali nucleari e sottrarre gli incentivi Cip 6 per le rinnovabili investiti per le energie sporche.

Fonte: http://www.agoravox.it/attualita/ambiente/article/germania-100-energia-rinnovabile-11215
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domenica 15 novembre 2009

Norvegia: STOP al Petrolio

Dalla Norvegia arriva la notizia che molti attendevano da tempo seppur con poche speranze: uno stop per tutte le auto a benzina, a gasolio e a gas.
La proposta viene dal Ministro delle Finanze.
Ci piacerebbe una messa la bando entro il 2015.
E’ arrivato il tempo per dire basta ai motori a benzina, o meglio ad auto che utilizzano solamente motori termici che sfruttano i derivati del petrolio come carburante, sei anni scarsi ancora, non di più e arriverà il tempo per vedere per strada solamente auto ad idrogeno, ibride, elettriche o biodiesel.
E’ questo il messaggio forte che ci proviene dalla Norvegia, da sempre attenta come del resto accade ad altre regioni del Nord Europa, all’ambiente, una consapevolezza che nasce oggi anche dall’osservazione di quanto sta accadendo al settore, come dire, prendiamo spunto da questa situazione per un attimo di riflessione, affinché, a crisi dell’auto finita, si possa risolvere il problema ambientale e per farlo le auto da immatricolare dovranno essere necessariamente ” verdi “.
C’è da dire che la decisione della Norvegia non è che preoccupi tantissimo i produttori automobilistici, per due motivi, innanzitutto la penetrazione della Norvegia come acquirente di auto è davvero limitato, il secondo motivo è dato dal fatto che la Norvegia non facendo parte neanche della UE, a ” casa propria ” può decidere quello che gli pare senza imporre nulla a nessuno; però paesi comunitari come
la Germania che ha approvato il "Piano nazionale per lo sviluppo della mobilità elettrica", che si pone l'obiettivo di far circolare un milione di auto elettriche entro il 2020, attraverso un piano basato su elementi quali la promozione della ricerca, lo sviluppo di una rete di stazioni di rifornimento elettriche in tutta la nazione e l’introduzione di incentivi per incoraggiare l’acquisto di veicoli.
Il progetto Norvegese invece prevede che dal 2015 non si potranno più vendere in Norvegia auto alimentate esclusivamente a combustibili fossili, ma solo ibride, elettriche, biodiesel o a idrogeno. Questi scandinavi. Immaginando che qualcuno osi l'indicibile, si può sempre contare su di loro.
P.S.
Lodevolmente lungimiranti, i norvegesi, che pur avendo le più importanti risorse petrolifere dell'Europa occidentale preferiscono premunirsi e, soprattutto, vendere il petrolio agli altri e accumulare quattrini, invece di bruciarsi tutto in un sol colpo.


Ma non finisce qui!
In Norvegia apre la prima infrastruttura europea dotata di distributori per veicoli ad idrogeno.
Il ministro dei Trasporti norvegese, Liv Signe Navarsete, ha inaugurato il primo distributore d'idrogeno sull'autostrada tra Oslo e Stavanger (importante centro petrolifero sul Mar del Nord), che è lunga 560 chilometri. L'arteria ora si chiama HyNor e sarà
presto dotata di dodici distributori d'idrogeno per alimentare i veicoli a celle combustibile. Ciò la rende completamente utilizzabile da automezzi funzionanti ad idrogeno. Le prime due sono state inaugurate lunedì scorso a Lier e ØKern.
Le stazioni di rifornimento per l'idrogeno sono costruite dalla società energetica pubblica Statoil attraverso la consociata StatoilHydro. La compagnia vende l'idrogeno ad un prezzo di 40 corone norvegesi al chilogrammo (circa 4,53 euro). Attualmente, una vettura ad idrogeno percorre circa cento chilometri con un chilogrammo di carburante. Questa realizzazione fa parte di un progetto di "autostrade verdi" che interessa l'intera Scandinavia e che potrebbe estendersi anche alla Germania.
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Rivoluzione solare su strada. 18 ago 2009
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mercoledì 4 novembre 2009

Pubblicita regresso - Stop con la Pirateria è un Reato...



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L'autore di questo video ha fatto un'ottima osservazione
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giovedì 29 ottobre 2009

Il ponte si pagherà in 60 anni

Il pedaggio non basterà ad ammortizzare i costi.
Colpa dei voli low cost e delle nuove rotte navali.
E la maxi opera sullo Stretto nasce tra i debiti...
Giovedì 15 ottobre il ponte sullo Stretto di Messina è piombato nella vita degli italiani. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha annunciato che a Natale partiranno i lavori per spostare la ferrovia che arriva al porto di Villa San Giovanni. La costruzione del ponte, costo stimato 6,3 miliardi di euro, sarà finita in sette anni. Per il ministro i dibattiti sul progetto definitivo che manca, sugli interessi mafiosi per gli appalti, sull'utilità di un'opera che mai si ripagherà sono finiti: il ponte si farà. Nel fronte dei contrari tanta sicurezza è stata letta come una mossa politica: il governo è alla ricerca di un colpo a effetto e l'apertura in diretta televisiva del cantiere per un'opera accessoria si riduce a mera propaganda. I reali motivi dell'accelerazione di Matteoli, però, sono probabilmente diversi. Le più recenti cifre sul traffico, infatti, dicono che il passaggio sullo Stretto sta diventando sempre meno cruciale nelle rotte per la Sicilia. Da quando il progetto preliminare è stato varato, infatti, l'isola ha vissuto un boom di voli low cost e di navi cargo che saltano lo Stretto, collegando direttamente Palermo con Napoli, Livorno, Genova.
E questo, per Matteoli, è un grosso problema.
Il piano finanziario prevede infatti che una fetta consistente dei soldi necessari, circa 3,8 miliardi, venga presa a prestito in banca e restituita nel tempo con i pedaggi incassati da chi userà il ponte. Soltanto 2,5 miliardi dovrebbero venire dalle casse dello Stato e, di questi, appena 1,3 miliardi a fondo perduto: il resto dovrebbe essere restituito al socio pubblico nei modi previsti per le banche. Questa struttura, però, è a rischio. Gli istituti di credito vogliono certezze su quando riavranno indietro i loro prestiti.
E ci sono i consueti dubbi su un costo reale che potrà essere più alto del previsto. Timori che potrebbero far saltare i prestiti bancari, una prospettiva che va sempre tenuta in considerazione, vista la lezione del fallimento finanziario dell'Eurotunnel, la galleria sotto la Manica che, pur collocata sull'asse fra due megalopoli vivissime come Londra e Parigi, ha causato perdite miliardarie agli investitori.
Di qui il tentativo in extremis di Matteoli per serrare le fila, convincere le banche sulla serietà delle intenzioni e non mandare all'aria un progetto fortemente voluto dal premier Silvio Berlusconi e dal partito del cemento, visto l'appalto affidato a un consorzio guidato da Impregilo, società che conta fra i soci pezzi da novanta come i Ligresti, i Benetton e il costruttore Marcellino Gavio.
In apparenza, il traffico sullo Stretto è tutto fuorché in crisi. Fra traghetti privati e navi delle Ferrovie dello Stato, ai moli messinesi di Rada San Francesco e di Tremestieri e a quelli calabresi di Reggio e Villa San Giovanni si contano 280 partenze giornaliere, che salgono a 400 in alta stagione. Gli imprenditori sostengono che i treni merci prima di essere imbarcati aspettano anche due giorni. Per chi viaggia con l'auto i ritardi sono una dannazione, come appare inevitabile se si considera che lo Stretto è affollato anche da 20 mila cargo l'anno in viaggio fra Tirreno e Mediterraneo. Di qui la difesa dell'utilità del ponte fatta da Pietro Ciucci, numero uno della Stretto di Messina Spa, la società dell'Anas chiamata prima a sovrintenderne la costruzione e poi a gestirlo per trent'anni: "Anche un non amico del ponte come Alessandro Bianchi, l'ex ministro dei Trasporti, in un'audizione definì lo Stretto una delle aree più trafficate del Mediterraneo. Ogni quattro minuti parte un traghetto, mentre un terzo delle navi che incrociano trasporta prodotti chimici e petroliferi: i rischi per la sicurezza e l'ambiente sono facilmente immaginabili", dice Ciucci.Se però si scende nei particolari, le prospettive di ritorno economico di un'infrastruttura tanto impegnativa appaiono fortemente dubbie. Basta prenotare un viaggio via Internet per farsene un'idea. In un giorno feriale di novembre, un trasferimento da Trapani a Roma con la compagnia aerea Ryanair costa 30 euro e dura un'ora e mezza, mentre con il treno si va dai 55 euro dell'interregionale ai 126 dell'Intercity e ci vogliono da 16 a 23 ore, cambi compresi. Da Palermo a Roma si vola con EasyJet a 40 euro e con WindJet a 75 euro, mentre in treno - scegliendo il Frecciarossa da Napoli - ci vogliono 11 ore e 87 euro.
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lunedì 12 ottobre 2009

Troppe Coincidenze


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sabato 3 ottobre 2009

Il Ponte sullo Stretto di Messina: Come creare un autostrata tra due mulattiere



Come potremmo spendere questi soldi?

1) Terminando la Salerno Reggio Calabria

2) Riammodernare la rete ferroviaria in Sicilia dove le linee ferroviarie sono tutte a un binario e non possono supportare i treni veloci (Eurostar)

3) Creando una rete autostradale in zone dove non esiste completamente come la Provincia di Agrigento e tutta la costa sud della Sicilia, non c'è un collegamento autostradale tra Catania e Siracusa, non e stata completata ancora l'autostrada Gela-Siracusa, e poi si potrebbe creare l'autostrada Gela-Agrigento-Castelvetrano e in fine la Agrigento-Caltanissetta

in questo caso si che si creerebbe vero sviluppo!

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giovedì 1 ottobre 2009

PRIMARIE DEI CITTADINI 2.0


In autunno nascerà un nuovo MOVIMENTO
un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini. Un esempio di democrazia diretta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure".
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti:
Energia, Salute, Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini.

Pubblico solo il primo punto del programma che io personalmente ho trovato molto interessante..
a fine pagina trovate il Bunner per scaricare tutto il pregramma



STATO E CITTADINI
"L'organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.
Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito La Costituzione non è applicata.
I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
- Abolizione delle province
- Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
- Abolizione del Lodo Alfano
- Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
- Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
- Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
- Divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
- Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
- Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
- Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
- Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
- Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
- Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini"

Sotto potete scaricare il programma completo
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Scarica il programma del Movimento 5 Stelle
MoVimento a 5 Stelle.
4 Ottobre 2009
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lunedì 28 settembre 2009

26 Settembre 2009 - Manifestazione Agenda Rossa a Roma... ...e anche a New York



Il 26 Settembre a Roma si è svolta la Marcia delle agende rosse. Meritava l'apertura dei telegiornali, le prime pagine dei quotidiani. E' stata ignorata e Censurata in un paese dove non c'è più libertà d'informazione. E' stata cosa ignota per i giornalisti, come ignoti sono ancora i mandanti dell'omicidio di Paolo Borsellino. La sua agenda rossa, in cui annotava tutto, è scomparsa nel momento della sua morte. Borsellino sapeva delle trattative tra Stato e mafia. Sapeva del tritolo che era arrivato per lui dal continente. Sapeva di morire. Nessuno era interessato alla sua sicurezza. Una vittima sacrificale. Ogni domenica si recava a trovare sua madre in via D'Amelio e nessuno si preoccupò di mettere delle semplici transenne per impedire il parcheggio di un'autobomba.

Sotto potete vedere l'intervento dell'Europarlamentare (e presidente dell'Associazione vittime della Mafia) Sonia Alfano...



...e la richiesta di verità sulle stragi oltrepassa l'oceano arriva a New York...


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venerdì 25 settembre 2009

Un'agenda rossa per il Presidente Napolitano



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Oggi ha incontrato gli eurodeputati, tra questi Sonia Alfano e Luigi De Magistris che hanno denunciato a Bruxelles la mancanza di libertà di informazione in Italia.

Napolitano ha lanciato il suo monito: "Il Parlamento europeo non può essere cassa di risonanza di polemiche e conflitti che si svolgono nei singoli Paesi e nei Parlamenti nazionali. L'Assemblea di Strasburgo non può nemmeno diventare un'istanza d'appello rispetto a quanto deciso nei Parlamenti o negli esecutivi nazionali".
L'appello di Salvatore Borsellino:


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martedì 22 settembre 2009

I Morti si Rispettano Tutti!!!



I fatti di kabul di questi giorni sono noti a tutti, ma In ITALIA c'è chi sputa sui morti:

-È accaduto venerdì a Genova, dove sui muri è comparso un «-6» per il quale quattro persone sono già state interrogate dalla Digos, che sulle «manifestazioni oltraggiose alla memoria dei defunti» vuole andare fino in fondo.
-È capitato ieri a Milano, dove alcuni partecipanti al corteo anti-razzista organizzato da Rifondazione hanno replicato pappagallescamente il graffito anti-parà su un muro e su di una banchina dell’autobus.
Slogan in carta copiativa sono apparsi anche a Livorno, dove venerdì si chiariva che «la città non piange» e dove ieri si è ribadito: «Un giorno di lutto per i parà, 364 di indifferenza per gli operai» ma qusti che hanno scritto questo slogan nei 364 giorni che fanno per gli operai? aspettano che muoiano dei militari per parlare degli operai morti durante l'anno?
-Sulla rete proliferano le iene, pronte a ridere sguaiate del lutto. Tra i più divertiti, quelli del blog precariopoli.leftlab.com , già protagonista di oscene battute come «È uscito il 6 sulla ruota di Kabul». A chi ne ha chiesto in questi giorni l’oscuramento, il responsabile Antonio Ramone risponde con un Lenin che alza il dito medio. Il sito rincara gli insulti, pubblicando un fotomontaggio con il Mullah Omar vestito da ct della Nazionale che «convoca 21 italiani (i militari morti in Afghanistan dal 2004, ndr) per il torneo di tiro a segno Kabul 2009», un’immagine del ministro La Russa vestito da Babbo Natale davanti alle bare con la scritta «Per Natale tutti a casa» e una vignetta in cui i soldati entrano nella canna di un kalashnikov per venirne espulsi come bossoli in bare tricolori, e poi afferma:
"questo blog è antifascista, laico, pacifista, antirazzista, contro l'omofobia e difende la Costituzione Italiana",
ma ricordo a questo Blogger che quando parla di antifascismo, laicità, pacifismo, e Costituzione italiana si pulisca la bocca perchè questi sono dei sani valori rispettabili ma lui non è niente di tutto questo perchè altrimenti rispetterebbe queste persone e quando parla di Costituzione Italiana si ricordi quanti ragazzi come quei 6 sono morti per difenderla non la difendevano a parole o a post come te! Vergognati!!! poi dalla grafica fa capire di essere comunista quindi se mai leggerai questo mio post ricorda che lo stesso Ernesto Guevara che senza dubbio è stato un grande soldato non derideva i morti ne quelli propri ne quelli dei nemici.
in fine
-Su Facebook un gruppo intitolato «Abdul, altri 4 e facevi strike!», dove si inneggia al kamikaze e si paragona la strage al bowling.
La mail di riferimento del guppo? è questa 10birilli10@viva.dio
Se Poi qualcuno si fosse indignato per il titolo de "Il Giornale":
«Quelli che sputano sui nostri morti»
Il NautilusBlog
vuole dire a tutte queste persone che hanno SPUTATO su questi uomini che sono morti, che dalle mie parti esiste un detto che dice
"se sputi in cielo prima o poi ti ritornerà in faccia"
quindi ricordate che un giorno i vostri amici, i vostri parenti, i vostri nipoti, i fidanzti delle vostre figlie, i padri dei vostri nipoti, o qualsiasi persona a voi cara o per passione o per qualsiasi altra motivazione potrebbero un giorno arruolarsi...
...se siete contro la guerra è una Nobile causa ma non si ottiene niente sputanto sui morti e scherzandoci su!

A perdere la vita sono il Tenente Antonio Fortunato, nato a Lagonegro (Potenza), nel 1974, in forza al 186° Reggimento, il Sergente Maggiore Roberto Valente, nato a Napoli nel 1972, in forza al 187° Reggimento, il 1° Caporal Maggiore Matteo Mureddu, Nato ad Oristano nel 1983, in forza al 186° Reggimento, il 1° Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami, nato ad Orvieto (Perugia) nel 1983, in forza al 186° Reggimento, il 1° Caporal Maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Salerno) nel 1977, in forza al 183° Reggimento, il 1° Caporal Maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus in Svizzera nel 1983, in forza al 186° Reggimento. Tre dei quattro i militari rimasti feriti in seguito all'attentato sono appartenenti al 186° Reggimento dell'Esercito, l'ultimo ferito è effettivo all'Aeronautica Militare. ______________________________________________________

domenica 20 settembre 2009

RISOTTO AGLI OGM? NO GRAZIE

Il riso è l’alimento quotidiano per metà della popolazione mondiale. Il riso geneticamente modificato (Ogm), invece, rappresenta una minaccia per la nostra agricoltura, la nostra biodiversità e un possibile rischio per la nostra salute.
Per ora, il riso Ogm non è coltivato a livello commerciale in nessun paese nel mondo. Ma il gigante tedesco della chimica
Bayer ha manipolato geneticamente il riso, per renderlo resistente a forti dosi dell’ erbicida glufosinato, ritenuto così pericoloso per gli esseri umani e l’ambiente che presto verrà vietato in Europa, secondo quanto recentemente stabilito dalla legislazione europea. Tra poche settimane, l’Ue deciderà se questo riso Ogm potrà entrare nei paesi europei, comparire sugli scaffali dei supermercati e finire nei nostri piatti. Se l’Europa autorizzerà l’importazione del riso Ogm della Bayer, gli agricoltori negli Stati Uniti potrebbero presto cominciare a coltivarlo.
Il riso Ogm LL62 è stato sviluppato dalla Bayer CropScience, una sussidiaria del gigante tedesco della chimica Bayer. Il riso è stato geneticamente modificato per resistere ad alte dosi di glufosinato, irrorato dagli agricoltori sui campi di riso per controllare un’ampia gamma di infestanti, senza far morire il riso. L’utilizzo del riso Bayer porterà, quindi, a un aumento nella vendita del glufosinato della Bayer.
Fonte: Greenpeace
P.S.
Se vuoi firmare la petizione per chiedere a tutti i governi del mondo di proteggere i consumatori, gli agricoltori, le coltivazioni e i nostri campi rifiutando il riso Ogm della Bayer
clicca qui.
In questi giorni parleremo ancora degli OGM e della loro pericolosità.
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mercoledì 16 settembre 2009

Vogliamo la Verità sulle STRAGI del '92 e del '93

La mafia fa le pentole, ma non i coperchi

qui potete scaricare (o leggere) la Sentenza Dell'Utri primo grado
Date un'occhiata pure a questo Video
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sabato 12 settembre 2009

Il Progetto Venere: C'è un tempo per cambiare ogni cosa

per scaricare il film clicca su questo link
Il Venus Project
Questo è lo scopo del Progetto Venus,
è un sistema completamente diverso che è aggiornato tramite la conoscenza dei nostri giorni. Non abbiamo mai dato da risolvere agli scienziati il problema di ridisegnare una società che elimini i lavori monotoni e noiosi, che elimini gli incidenti dei mezzi di trasporto, che permetta alle persone di avere alti standard di vita, che elimini i veleni dai nostri cibi, ci dia altre fonti di energia pulite ed efficienti. Sono cose possibili in un'economia basata sulle risorse. La principale differenza fra una società basata sulle risorse ed un sistema monetario è che la prima si preoccupa realmente delle persone e del loro benessere mentre il sistema monetario è così distorto che il preoccuparsi delle persone è ormai del tutto secondario, se non inesistente. Le merci vengono prodotte a seconda di quanto si può guadagnare vendendole. Se c'è un problema sociale e non puoi guadagnare denaro risolvendo quel problema, allora rimarrà irrisolto.
Un'economia basata sulle risorse non si avvicina a nessun sistema sperimentato, e con tutta la tecnologia a disposizione oggi possiamo creare prosperità, che si può utilizzare per migliorare il tenore di vita di tutti. Si potrebbe avere prosperità in tutto il mondo se usassimo in modo lungimirante le nostre tecnologie, e preservassimo l'ambiente. È un sistema molto differente ed è davvero difficile parlarne perché la gente non è abbastanza informata circa il progresso della tecnologia.
Attualmente potremmo non bruciare combustibili fossili, potremmo smettere di utilizzare tutto ciò che contamina l'ambiente. Ci sono molte fonti di energia disponibili. Le soluzioni energetiche alternative promosse dall'establishment, come l'idrogeno, le biomasse e anche il nucleare sono altamente insufficienti, dannose ed esistono soltanto per perpetuare il sistema del profitto industriale. Quando guardiamo cosa c'è dietro la propaganda e le soluzioni utili a se stesse, promosse dalle compagnie energetiche, troviamo una serie pressoché infinita di risorse pulite, abbondanti e rinnovabili per la produzione di energia.
Fonte: Zeitgeist Italia la comunità Italiana di Zeitgeist e del Venus Project

Il progetto venus e' un modo completamente differente di vivere e intendere la societa' , una totale riscrittura della nostra cultura, nato dall'idea di un ingegnere (Jacque Fresco) e di sua moglie.
L'idea e' semplice , abbandonare il sistema monetario e sostituirlo con un sistema di gestione basato su un accorto uso delle risorse a disposizione sul pianeta.

Fresco ha creato modelli , fornito soluzioni riguardo tutti i principali problemi dell'umanita', le sue citta' assomigliano molto a quelle immaginate dagli scrittori di fantascienza degli anni '50 '60 , la differenza sostanziale e' che la tecnologia che lui suggerisce e' immediatamente disponibile, intendo che se esistessero le condizioni politiche si potrebbe cominciare da domani Oppure se la popolazione lo pretendesse.
Non ci avrei scommesso un centesimo! invece il progetto venus continua a crescere, all'ultimo evento pare abbiano aderito o espresso interesse in 250.000... e credo che sia solo l'inizio...
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Per saperne di più sul Progetto Venere e su Zeitgeist Moviment
Link:
http://www.zeitgeistitalia.org/ la comunità Italiana
http://thezeitgeistmovement.com/Italian/home_it.html
http://thezeitgeistmovement.com/ (English)
http://www.thevenusproject.com/ (English)
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venerdì 11 settembre 2009

Manifestazione "Agenda Rossa" - 26 settembre 2009



fonte del video: MartinaDiGianfelice
il mio commento al video su YouTube:
Per Dell'Utri la Mafia non esiste,
per Berlusconi il reato in Concorso esterno in associazione mafiosa non trova sede nei nostri codici,
Mancino non ricorda se ha incontrato Paolo Borsellino...
Magistrati di Palermo e Caltanissetta siamo con VOI!!!!!!
Post:
Il Popolo delle "AGENDE ROSSE" scende in Piazza a sostegno dei magistrati delle procure di Palermo e Caltanissetta che dopo le dichiarazioni di Totò Riina hanno riaperto le indagini sulla morte del Giudice Paolo Borsellino e della sua Scorta nella Strage di Via D'Amelio.
Molti come Salvatore Borsellino e
Gioacchino Genchi fratello del giudice pensano che ci sia stata una partecipazione dello Stato tramite i Servizi Segreti.

La Manifestazione Agende Rosse chiede che
nessuno interferisca con il lavoro delle
Procure di Palermo e Caltanissetta
affinchè si possa fare luce su questa faccenda
26 Settembre 2009

IL PERSCORSO PREVEDE IL RADUNO A PARTIRE DALLE ORE 14 IN PIAZZA BOCCA DELLA VERITA', LA PARTENZA DEL CORTEO DELLE "AGENDE ROSSE" DA QUESTA PIAZZA ALLE ORE 15:30, LO SNODARSI DEL CORTEO LUNGO VIA PETROSELLI, VIA DEL TEATRO MARCELLO, IL COSTEGGIAMENTO DI PIAZZA VENEZIA, VIA SAN MARCO, VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE, LARGO TORRE ARGENTINA, CORSO VITTORIO EMANUELE, PIAZZA SAN PANTALEO, ARRIVO IN PIAZZA NAVONA DOVE VERRA' MONTATO IL PALCO PER GLI INTERVENTI CHE SONO PREVISTI PER LE 17:30. LA CONCLUSIONE E' PREVISTA PER LE ORE 20 MA SARA' POSSIBILE UNO SFORAMENTO DELL'ORARIO INDICATO DATO CHE GLI INTERVENTI PREVISTI SONO NUMEROSI E SIGNIFICATIVI. ABBIAMO UNA GRANDE OCCASIONE PER MANIFESTARE LA NOSTRA RABBIA E LA NOSTRA OPPOSIZIONE DURA E DETERMINATA VERSO LE MANOVRE GIA' INIZIATE PER FERMARE ANCORA UNA VOLTA LA GIUSTIZIA E IMPEDIRE CHE EMERGA LA VERITA' SULLE STRAGI DEL '92 E DEL '93 CHE STANNO ALLA BASE DELL'ATTUALE SISTEMA DI POTERE.

-Saranno Presenti: Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Pino Masciari, Benny Calasanzio, nelle ultime ore si sono aggiunte quelle di Luigi de Magistris, Marco Travaglio e di Antonio Di Pietro.
Per maggiori informazioni: Manifestazione "Agenda rossa" - Roma - 26 settembre 2009 vai sul sito di Salvatore Borsellino clicca qui
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domenica 6 settembre 2009

Il più grande movimento al mondo


Come è nato il più grande movimento al mondo?
e perché nessuno se ne è accorto?
Nella mia visione noi siamo parte di un movimento che è più grande, più profondo, e più esteso di quanto noi stessi sappiamo, o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto al di là del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti od elicotteri, non possiede un'ideologia centralea capo non c'è un vertebrato maschio. Questo Movimento senza nome...è il movimento più variegatoche il mondo abbia mai visto. La stessa parola Movimento secondo me è troppo ristretta per definirlo. Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c'è ortodossia, è globale, senza classi, inappagabile ed instancabile. Una Conoscenza Condivisa sta sorgendo spontaneamenteda diversi settori economici, culture, regioni, comunità. Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni. Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale. Questi tre settori e le loro branche si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono. Non è più semplicemente una questionedi risorse, di pressioni od ingiustizie. Questo è fondamentalmente un Movimento per i Diritti Civili ed Umani, è un Movimento Democratico.
Questo è il Mondo che verrà...
Neanche noi abbiamo idea di quanto grande sia questo movimento. Esso si basa sulle Affinità, la Comunità, la Simbiosi. E' la Terra che risponde, che si sta svegliando. E' qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli Eserciti ed ai Governi, alla Guerra, alle Chiese ed alle Religioni,perché non c'è un Presidente per quello che stiamo facendo. Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo Movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce, è in ogni Paese ed in ogni città del Pianeta, è all'interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura ed in ogni gruppo etnico al mondo. Questa è la prima voltache sul Pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del ventesimo secolo, le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni.
Sono le Ideologie che hanno governato: il Capitalismo, il Socialismo, il Comunismo... le ideologie hanno fermato la Terra, blindandola. Hanno combattuto per avere il Controllo delle nostre menti, del nostro territorio, e ciò non è stato piacevole. Le Ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell'affermazione di un Solo Modello. Ma noi sappiamo dove si trovala Salvezza, lo sappiamo dall'ecologia. La Salvezza si trova nella Diversità. Questo Movimento è la Risposta Immunitaria dell'Umanità, per resistere e guarire dalla Malattia della Politica, dall'Economia Avvelenata e dal Deterioramento degli Ecosistemi causati dalle ideologie. Tocca a Noi decidere come saremo, chi saremo, questo è ciò che vuol dire ricostruire: è la Capacità di Reazione che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
e le Soluzioni...
l'Umanità sa cosa deve fare
...

P.S.
Il discorso integrale di Pawl Hawken lo trovate nel video sotto, nel mio Post mi sono limitato a scrivere ciò che più condivido.
Paul Hawken è ecologista, imprenditore e giornalista. Dall’età di vent’anni ha dedicato la sua vita alla sostenibilità e a cambiare il rapporto tra business e ambiente. È autore di numerose pubblicazioni in cui si analizzano le prospettive di un’economia che fondi il proprio modo di operare sulla consapevolezza ecologica.
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guardate questo Video tratto dal Film Il Pianeta verde di Coline Serreau, immaginate in che mondo potremmo vivere
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lunedì 24 agosto 2009

Fotovoltaico in giro per l'Europa, la delibera "CIP6" e il Conto Energia in Italia

Visto che a noi Italiani piace tanto sbirciare cosa fanno all’estero, pratica molto in voga soprattutto tra gli accaniti sostenitori del nucleare “sicuro” (come quello che c'è in Francia gestito dalla EDF), prendiamo pure esempio da quello che fanno negli altri Paesi nel campo delle energie rinnovabili. Un esempio per tutti, la Germania (oggi la nazione più virtuosa in questo settore), che ha realizzato un mega sito di pannelli solari, occupando una superficie pari a 56 campi da calcio. Ma c’è chi ha fatto di più! Incredibile, guardate la foto sotto, sembra un lago ma in realtà sono pannelli solari, anzi per la precisione sono 89.320 pannelli solari. I moduli fotovoltaici sono della Kyocera e coprono una superficie di 80 ettari ovvero l'equivalente di 100 campi da calcio e sono in grado di erogare 23 MW!!! Complimenti agli Spagnoli....Queste sono davvero grandi opere ma basterebbe che ogni famiglia facessesse un piccolo impianto nella propria casa sfruttando i finanziamenti del Conto Energia, finanziato da tutti coloro che pagano la bolletta, si chiama delibera "CIP6".
A questo punto voi direte: Cos'è sto CIP6?

Risposta: chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore Servizi Elettrici ad un prezzo superiore a quello di mercato. I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette (qundi se ti arrivano 100 Euro di Bolletta 7 Euro li paghi per finanziare fonti rinnovabili o assimilate ). L'unica grande pecca (o dovrei dire truffa) di questa legge è il fatto che i nostri politici hanno inserito, andando contro la direttiva Europea, oltre alle fonti rinnovabili anche le fonti assimilate, In sostanza NOI stiamo finanziando, pagando il 6-7% in più sulla bolletta, anche gli inceneritori (portatori di tumori e varie malattie) o le centrali a carbone altamente inquinanti invece di finanziare solo le fonti rinnovabili che avrebbero dovuto ridurre le emissioni come diceva la direttiva Europea a cui anche l’Italia è vincolata, truffando noi cittadini e facendo fare business con i nostri soldi ai soliti monopolisti e tenendo in vita gli inceneritori e altri impianti simili altamente inquinanti e poco redditizzi che senza i NOSTRI SOLDI non sopravvivrebbero. In sotanza tutti i cittadini, aziende ,enti o altro dovrebero sfruttare questi incentivi uno per risparmiare sulla bolletta e due ci puoi guadagnare anche sopra qualche soldino non inquinando l'aria che respiriamo e che respireranno un giorno i nostri figli.

Io non vi dico di credere cecamente a quello che scrivo ma di dico di informarvi forse troverete l'investimento che fa al caso vostro...

CONTO ENERGIA: Per riuscire ad abbattere le emissioni di anidride carbonica come previsto dal protocollo di Kyoto, la Comunità Europea ha imposto all’Italia l’obiettivo di raggiungere 1200 megawatt di energia prodotta da fotovoltaico entro il 2012. Per arrivare a questo risultato non restava che copiare il modello di incentivazione che tanto ha funzionato in Germania, a tutt’oggi la nazione più virtuosa in questo settore.Questo modello, confluito nel cosiddetto Conto Energia, è entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, e prevede che lo stato incentivi per vent’anni la produzione di corrente elettrica, privilegiando gli impianti piccolini e quelli a minor impatto architettonico, secondo la tabella seguente: Per esempio, a chi costruisce un impianto da 3KwP e lo integra sul tetto sostituendo la copertura originale, il Conto Energia riconosce ben 49 centesimi di euro per ogni chilowattora prodotto. Per vent’anni. Significa avere 1764€ all’anno, ovvero 35.280€ in totale. Invece, se l’impianto è appoggiato sul tetto in maniera complanare, lo stato versa un po’ meno: 44 centesimi al chilowattora. Niente male lo stesso: fanno pur sempre 1584€ in dodici mesi.Se poi avete un tetto vecchio e dovete smaltire l’amianto, installare un impianto fotovoltaico è la soluzione per eccellenza! Infatti in aggiunta alle tariffe di cui sopra viene riconosciuto un addizionale 5%. C'è di che ripagarsi la sostituzione di tutta la copertura!

P.S. Se entro il 2012 non arriveremo al tetto di 1200 MW da installazione di fotofoltaico riceveremo multe salatissime dall'Unione Europea e per questo io mi chiedo perchè lo stato non fa un'adeguata campagna d' informazione su questi temi? tanto poi la multa la paghiamo sempre noi cittadini! Dopo il danno anche la Beffa...

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domenica 23 agosto 2009

Il Vaticano e le Energie Rinnovabili

Energia Solare come unico mezzo di fornitura

In sintesi Lo Stato Pontificio lancia la svolta: energia solare come unico mezzo di fornitura. Un progetto ambizioso che passa per la realizzazione del più grande impianto europeo.
Il Vaticano utilizzerà le nuove tecnologie nella produzione Energetica invece l’Italia fa passi indietro e vuole utilizzare tecnologie che gli stati occidentali vedono ormai come superate come il Nucleare, volendo aprire centrali nucleari di terza generazione.
Nel 2008 è entrato in funzione l'impianto fotovoltaico, composto di 2.400 moduli fotovoltaici, installato sul tetto dell' Aula Paolo VI, nota anche come Aula Nervi, e in grado di coprire almeno un quarto del fabbisogno energetico dell'aula, l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico è utilizzata principalmente per l’Aula Paolo VI, anche se non riesce a sopperire all’intera richiesta energetica della grande sala, quando l’aula Nervi non è utilizzata l’energia prodotta dall’impianto ad energia solare sarà immessa nella rete elettrica dello Stato della Città del Vaticano, riuscendo a soddisfare le esigenze di circa un centinaio di famiglie. L’impianto consente la produzione di 315.000 KW di energia pulita all’anno.
L’installazione è iniziata alla fine di settembre 2008 ed è stata decisa quando è venuto il momento di sostituire la copertura, ormai usurata, dell’aula Paolo VI, del 1969. Il sistema, costato 1 milione e 200mila euro, progettato e donato dalle società tedesche SolarWorld e Sma Solar Technology, consentirà alla piccola città-stato di ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica di circa 225 tonnellate e risparmiare 80 tonnellate di petrolio l'anno.
L’ingegner Mauro Villarini, responsabile dei progetti sulle fonti di energia rinnovabile nello Stato della città del Vaticano: “In un certo senso, l’architetto Nervi fece quasi una progettazione premonitrice, utilizzando delle tegole frangisole costituite da una metà rivolta perfettamente a sud e da una metà a nord. In pratica, noi non andiamo a fare altro che sostituire le tegole rivolte a sud con dei pannelli fotovoltaici. I pannelli a nord saranno sostituiti con materiale altamente tecnologico, la cui peculiarità è di riflettere una parte della radiazione solare, aumentando così la produttività dell’impianto”.
La prima udienza "ecologica" si è tenuta mercoledì 26 novembre 2008.
OGGI una copertura che prima serviva solo come tetto a 12.000 persone è diventata una piccola centrale fotovoltaica che scambia in rete energia pulita senza emissioni di anidride carbonica e nessuna produzione di scorie radioattive prodotte dalle Centrali Nucleari.


Ma non finisce qui ci sono grandi progetti per il futuro:
lo Stato della Città del Vaticano ha intenzione di creare dei CAMPI di PANNELLI SOLARI: Il cardinale Giovanni Lajolo, governatore di Città del Vaticano, ha detto che la Santa Sede sta pensando a un progetto molto più ambizioso in un vasta area di sua proprietà nei pressi di Roma, da dove oggi trasmette Radio Vaticana."Stiamo pensando a un sistema a energia solare su una superficie di circa 300 ettari", ha detto Lajolo. Pier Carlo Cuscianna, capo dei servizi tecnici di Città del Vaticano, ha detto che un progetto del genere potrebbe produrre sei volte l'ammontare di energia necessario ad alimentare le antenne trasmittenti della radio.
"Il resto verrebbe trasferito alla rete energetica nazionale (italiana) per le comunità circostanti", ha detto Cuscianna.
Il sito si trova a Santa Maria di Galeria, e un progetto del genere potrebbe fare del Vaticano un esportatore di energia".
Quindi un progetto da 500 milioni di euro per costruire su un’area di 300 ettari vicino al borgo medievale di Santa Maria di Galeria nei pressi di radio Vaticana un impianto fotovoltaico da 100 MW.
Se saranno davvero queste le sue dimensioni, l'installazione sarà dunque in grado di produrre sei volte il fabbisogno di elettricità del centro di trasmissione radio il cui segnale arriva in 35 Paesi, ma anche di coprire il fabbisogno energetico del piccolo Stato, che potrà a quel punto esportare il surplus di energia diventando il primo paese Europeo a Emissioni zero.
Il progetto si ipotizza che sarà realizzato con la consulenza della tedesca SolarWorld, che ha già realizzato l’impianto dell’Aula Nervi, ma per la costruzione, la Santa Sede potrebbe bandire una gara per realizzare l’impianto entro il 2014.

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sabato 22 agosto 2009

Paolo Borsellino un Uomo Scomodo

"Forse saranno mafiosi coloro che mi uccideranno
ma coloro che
avranno voluto la mia morte saranno altri"
Paolo BORSELLINO

Paolo Borsellino era un uomo scomodo per i politici ascoltate le sue parole durante un'intervista dopo una cerimonia in onore del giovane Giudice Rosario Livatino assassiato dalla Mafia.
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mercoledì 19 agosto 2009

Intervista a Salvatore Borsellino

Salvatore Borsellino un Fratello in cerca della Verità...
Dottor Borsellino dopo strage di Capaci, suo fratello Paolo capì di avere le ore contate. Che cosa stava accadendo intorno a lui?
«In quel periodo non era soltanto Paolo ad aver capito di avere le ore contate. Uccidere Falcone senza uccidere Paolo equivaleva a fare un lavoro a metà. Paolo, infatti, se lasciato vivo, avrebbe continuato a fare quello che aveva fatto insieme con Falcone: ovvero combattere in tutte le maniere la criminalità organizzata. Lo avrebbe fatto da solo o contando sull'aiuto di pochi perché in fondo lo Stato ha sempre delegato ai magistrati certi compiti e certe responsabilità che, invece, avrebbe dovuto assumersi in prima persona».
La strage, però, arrivò a neanche sessanta giorni da quella di Capaci. Come mai una così brusca accelerata per liberarsi di un uomo che sarebbe dovuto morire comunque?
«Quello che nessuno si aspettava, e forse nemmeno Paolo se non negli ultimi giorni, era che la strage di via D'Amelio avrebbe seguito a così breve distanza di tempo quella di Capaci. Del resto, numerosi mafiosi avevano giudicato troppo prematuro questo passo e lo avevano fatto presente direttamente a Riina. Ma Riina rispose che la strage si doveva fare subito perché era stata promessa a qualcuno».
Il capo dell'ufficio istruzione di Palermo, Antonino Caponnetto, disse che Falcone morì nel gennaio del 1988 quando nominarono Antonino Meli come suo sostituto. Mi dica quando cominciò a morire Paolo Borsellino?
«Mio fratello iniziò a morire il primo luglio del 1992 dopo l'incontro che ebbe con il ministro della Giustizia di allora Nicola Mancino. Nonostante quest'ultimo continui a negare pervicacemente, lì deve essere stata proposta quella trattativa tra lo Stato e la mafia alla quale Paolo si deve essere opposto nella maniera più assoluta. E a questo punto non restava che quella soluzione e cioè uccidere Paolo ed eliminarlo in fretta».
Che cosa avrebbe potuto fare un magistrato sia pur influente come lui, per fermare una trattativa tra Stato e mafia?
«Poco. Ma di sicuro avrebbe portato quella trattativa agli occhi dell'opinione pubblica come aveva fatto dopo che si era trasferito a Marsala e aveva denunciato il colpo di spugna dello Stato nei confronti della mafia. In quell'occasione affermò che si stava distruggendo il pool antimafia. A seguito dell'intervista a L'Unità e a La Repubblica venne deferito al Csm che però non ebbe il coraggio di prendere dei provvedimenti disciplinari».
Suo fratello capiva molto bene i giochi sotterranei della mafia e della politica. Come spiega allora i tentativi di nominarlo capo della Superprocura antimafia e la candidatura a presidente della Repubblica? Non crede che esporre la sua figura servisse soltanto ad indebolirlo fino a renderlo un bersaglio da eliminare?
«L'idea è che certi coinvolgimenti non servissero altro che ad aumentare il rischio intorno alla sua persona. Non tanto per la candidatura alla presidenza della Repubblica che poteva lusingarlo. Ma per la nomina a capo della Superprocura antimafia. Era chiaro, infatti, che questo portava la mafia a vendicarsi. Mio fratello rimproverò all'allora ministro Scotti di non avergli preannunciato nulla di quello che stava accadendo. Ricordo anche che gli telefonai e che mi rispose confermandomi la sua disponibilità ad accettare quella carica a patto però che le misure di sicurezza intorno alla sua persona cambiassero radicalmente».
A distanza di anni ci può spiegare perché alcuni magistrati di allora hanno denigrato due eroi come Falcone e Borsellino?
«Ricordo che Paolo chiamò giuda un esponente del Csm. Questo giudice era Vincenzo Geraci, che aveva fatto credere a Caponnetto e Falcone che fossero stati raggiunti i voti necessari per poter nominare Falcone come successore di Caponnetto. In seguito le cose andarono diversamente e lo stesso Geraci votò contro Falcone, favorendo l'elezione di Meli che ostacolò l'attività di Giovanni e portò allo smembramento del pool. Falcone decise allora di andare a lavorare al ministero di Giustizia. Cosa che si rivelò positiva perché riuscì a sfruttare anche questo campo di battaglia e fece applicare il meccanismo di rotazione anche all'interno della Cassazione. Ciò significò l'esclusione dell'"l'ammazzasentenze" Corrado Carnevale dal maxiprocesso, che venne affidato a un'altra sezione. E le condanne emesse in primo grado vennero confermate. Questo provocò la reazione selvaggia della mafia con l'uccisione di Salvo Lima, di uno dei cugini Salvo».
La congiura di certi giudici in quale misura spaventava suo fratello? Di cosa aveva paura?
«Quello che Paolo poteva temere sta venendo fuori adesso in maniera lampante con la deposizione fatta da due magistrati che facevano parte del suo staff a Marsala. Questi colleghi nel '92 lo andarono a trovare e lo trovarono distrutto. Mio fratello piangendo gli disse di essere stato tradito da un amico. Questi erano i reali pericoli all'interno della magistratura. Probabilmente un amico, forse un magistrato, ha causato direttamente l'accelerazione della strage di via D'Amelio».
Su questo ci sono anche delle deposizioni di alcuni pentiti. Giusto?
«Un collaboratore di giustizia, che si chiama Pulci, ha anche raccontato che all'interno delle cosche tutti sapevano che mio fratello si era confidato con un uomo delle istituzioni. Era l'uomo sbagliato perché avvertì le cosche mafiose e, come disse testualmente Pulci, la mafia "fu avvisata di fare la strage"».
Le stragi di mafia sono sempre state piene di misteri. Quando fu ucciso il generale Dalla Chiesa fu aperta la cassaforte nel suo appartamento. A Falcone fu manomesso e cancellato il suo diario sul computer. E a suo fratello sparì l'agenda rossa. Quale legame accomuna tutti questi fatti?
«Mio fratello aveva segnato sull'agenda rossa tutte le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e tutte le valutazioni e le indagini sulla strage di Capaci della quale sosteneva a ragione di essere un testimone. Per questo motivo si aspettava di essere sentito dai magistrati. Ma non fu mai sentito da nessuno e venne ucciso prima che potesse farlo».
Anche qui tante prove, tante indizi, addirittura un uomo che viene visto allontanarsi con la borsa. Ma alla fine non è rimasto nulla, soltanto misteri e domande alle quali non è stata ancora data una risposta. Perché?
«La cosa terribile di tutta questa storia è che nonostante esistano le prove fotografiche della persona che ha sottratto la borsa dalla macchina, non si è mai riusciti ad arrivare alla fase dibattimentale di un processo. Questi processi, evidentemente, non dovevano andare avanti».
Paolo Borsellino a un certo punto disse anche alle persone più care «di aver capito tutto». Che cosa aveva capito?
«Quello che aveva capito lo ha lasciato detto nell'intervista a Fabrizio Calvi e a Jean Pierre Moscardo, un video mai trasmesso in Italia e che ora è possibile trovare su Internet. Mio fratello disse che erano in atto dei contatti tra la mafia e la politica e tra Cosa Nostra e alcuni imprenditori del Nord per portare avanti certe strategie per entrare nel mondo finanziario e in quello della politica. Lui lo lasciò detto in una frase che disse anche mia madre. "Sto vedendo la mafia in diretta". È chiaro che non parlava della mafia che aveva sempre combattuto, ma di qualche altra cosa: cioè la commistione tra mafia, politica, istituzioni e servizi segreti. Stava vedendo qualcosa di nuovo e lo aveva capito dopo le dichiarazioni di Gaspare Mutolo, che gli stava parlando di Signorino e di Contrada. Deve essere stato terribile per lui incontrare Contrada e Parisi proprio pochi minuti dopo che Mutolo gli aveva raccontato tutto questo».
Ora si parla di Castel Utveggio come del luogo dove materialmente è partito il comando per far esplodere l'auto parcheggiata in via D'Amelio. Lì c'era un ente che fungeva da copertura per i servizi segreti e da dove sono partite delle telefonate durante i giorni precedenti alla strage e forse anche subito dopo. Dopo tanti anni è questa la pista giusta?
«Sono tre anni che continuo a parlare del Castel Utveggio. Ora finalmente ci sono dei giudici seri a Caltanisetta e a Palermo e poi ci sono le rivelazioni di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito. Il fatto che parli solo ora non deve sorprendere perché più volte ha sostenuto che certe domande prima nessuno gliele aveva mai fatte. E oggi tutto questo è finito anche sui giornali e finalmente si comincia a parlare di quello che avvenne a Castell Utveggio in quei giorni».
Lei però non ha mai avuto dubbi e ha sempre confidato su quella pista seguendo le intuizioni di Gioacchino Genchi, che per primo indicò quel posto come il punto cardine di tutta la strage di via D'Amelio.
«Oggi tutti parlano e ricordano, come ha fatto Ayala su Mancino. E i giudici ex colleghi di Paolo dopo tanti anni di silenzi vanno a deporre a Caltanisetta. Da mesi si parla di trattativa tra lo Stato e la mafia e si dà per scontato che ci sia stata. Si parla di Castel Utveggio in cui c'era un centro del Sisde. Da lì, come ha dimostrato Gioacchino Genchi , ci fu una telefonata che raggiunse una barca nel golfo di Palermo dove c'era Bruno Contrada con altri funzionari del Sisde. Poi lo stesso Contrada fece una telefonata, forse al Castello Utveggio o forse al centro dei servizi di via Roma, per chiedere che cosa era successo. Lì gli venne comunicato che era morto Paolo Borsellino. Tutto questo accadde 140 secondi dopo la strage. Ed è davvero strano perché io, che ero suo fratello, ebbi la certezza della sua morte soltanto cinque ore dopo».
Teme che la morte di suo fratello possa essere strumentalizzata per portare a compimento progetti di tutt'altro genere anziché per ristabilire la verità storica e fare veramente giustizia sul ruolo dei colpevoli e dei mandanti?
«Spesso mi chiedo da cosa nasca tutto questo interesse. Prima c'era gente che non ricordava e che ora ricorda e altri che prima non parlavano che adesso parlano. Sicuramente è in atto la fine di un ciclo di equilibri nati dopo la fine del '92. Questo forse porterà a un equilibrio nuovo. Che stia cambiando qualcosa lo dimostra anche quello che sta accadendo al presidente del Consiglio. Improvvisamente spuntano registrazioni, foto e sembra quasi che qualcuno abbia deciso che si deve cambiare qualcosa. Genchi dice sempre "chi di servizi ferisce, di servizi perisce". E mi trova pienamente d'accordo. Qualcuno sta mettendo sul tappeto degli elementi per destabilizzare questo equilibrio e crearne uno nuovo. Purtroppo non mi aspetto che le cose migliorino. Dopo Andreotti alla guida dell'Italia è arrivato Berlusconi e dopo Berlusconi non può arrivare che qualcosa di peggio».
Paolo Borselino in un discorso definì la lotta alla mafia come un movimento culturale e morale che deve abituare tutti «a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità». Che cosa manca all'Italia per sentire il fresco profumo di libertà?
«La gente, in Italia, si trova meglio a stare nel puzzo del compromesso e della indifferenza piuttosto che sentire il fresco profumo di libertà. Forse siamo una Paese fatto di gente abituata a tenere la testa per terra con qualcuno sopra che ce la schiaccia. Siamo un Paese schiavo di un potere che facendo strage della nostra Costituzione, che sta distruggendo l'indipendenza dei poteri e che sta togliendo ai magistrati e alle forze dell'ordine i mezzi per poter esercitare le loro funzioni. Siamo uno Stato che con lo scudo fiscale sta facendo del puro e semplice riciclaggio di Stato con la garanzia dell'anonimità. Che cos'altro le devo dire?».
Mi dica come vede il futuro...
«Dobbiamo aspettarci che gli avvenimenti precipitino. Spero che almeno all'interno di questi avvenimenti si riuscirà ad avere un barlume di verità. Perché solo così si guadagnerà qualcosa. E magari verrà fatta giustizia di tutti questi morti, compreso mio fratello sul quale da troppi anni è calato un silenzio davvero insopportabile».

Agosto 2009 Fonte: corriere.com

P.S. Per chi non lo sapesse dopo le dichiarazioni di Totò Riina, "il Capo dei Capi", si sono riaperte le indagini sulla morte del Giudice Paolo Borsellino e della sua Scorta nella Strage di Via D'Amelio.


"Forse saranno mafiosi coloro che mi uccideranno ma coloro che avranno voluto la mia morte saranno altri"
Paolo Borsellino
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martedì 18 agosto 2009

Rivoluzione solare su strada.

Tindo il primo autobus elettrico alimentato al 100% da Energia Solare
Signore e signori ecco a voi il primo autobus mosso completamente da energia fornita gentilmente e senza chiedere nulla dal nostro amico Sole! Siamo in Australia, ad Adelaide e il bus che vedete raffigurato sotto si chiama Tindo.
Da un po’ di tempo si vedono autobus elettrici o a metano, ma mai uno completamente a energia solare.

La rivoluzione parte da Adelaide, dalla parte più bassa dell'emisfero australe, la vera e concreta rivoluzione solare su strada.
Se da noi le micidiali
polveri sottili provengono maggiormente dal traffico, soprattutto nelle strade cittadine, ecco che ad Adelaide, città australiana di oltre un milione di abitanti, il problema si è risolto con Tindo, il primo autobus elettrico alimentato al 100% da energia solare, fornitagli da una batteria interna, alimentata da un "distributore fotovoltaico", presso l'Adelaide Central Bus Station, una stazione a sistema solare fotovoltaico. Tindo è stato creato in Nuova Zelanda dalla Designline International. Ha un'autonomia di 200 chilometri e può trasportare fino a 42 persone, un numero che comprende 25 passeggeri seduti, 2 posti per passeggeri disabili e 15 persone in piedi.
Il nome Tindo significa sole, e deriva dalla lingua degli aborigeni Kaurnian, un tempo abitanti della costa, sull'Oceano Indiano.
Ci si augura che Tindo possa essere d'esempio per tante nostre città, poichè esso è la dimostrazione che utilizzando l'energia solare, oggi è possibile far muovere un mezzo da trasporto pendolare che emette zero emissioni di scarico.

P.S. Al momento non vi è alcuna notizia riguardo ad una sua eventuale diffusione in terra europea. Ci sarà da aspettare ancora molto? Perchè nel "Paese del Sole" non ci sono ancora queste tecnologie? forse il gruppo FIAT non è in grado? forse i petrolieri devono vendere? O forse se ne fregano tutti del nostro benessere?

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venerdì 14 agosto 2009

Perchè hanno indebbolito il 41 bis?

Premessa:
L'articolo 41 bis prevede una serie di restrizioni a cui sono sottoposti i detenuti condannati per reati legati alla criminalità organizzata.
L'obiettivo dichiarato è quello di impedire contatti tra i mafiosi e l'esterno del carcere, quindi evitare ad esempio che Totò Riina (o altri) continuino a comandare e dare direttive alla loro organizzazione anche da dentro il carcere. Post:
Ultimamente si parla tanto di sicurezza ma nessuno ha parlato di un articolo, che allunga i tempi del 41 bis da 2 a 4 anni, dopo che un altro provvedimento a novembre l’aveva allungato da 6 mesi a 2 anni. Quello che anche all’epoca, se qualcuno ricorda, era stato reclamato dal governo come un proprio successo perchè era stato stabilizzato il 41 bis. Ma quando Giovanni Falcone e gli altri magistrati studiarono ed idearono questa legge, scelsero di farne un provvedimento della durata solo di sei mesi per un motivo ben preciso: impedire che i boss mafiosi potessero fare ricorso. Vediamo come. Il 41 bis, il cosiddetto “carcere duro” è oggettivamente un provvedimento al limite della Costituzione, in quanto comprime al massimo i diritti di colui che è condannato o in attesa di giudizio. Di conseguenza se ne fece un provvedimento temporaneo, che veniva rinnovato ogni 6 mesi, se ce ne erano le condizioni (e chiaramente le condizioni rimanevano). Un ricorso poi era impossibile. Anche se fosse stato presentato il giorno dopo essere stato notificato all’imputato, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per arrivare a discutere il provvedimento davanti la Corte di Appello o la Corte di Cassazione nei 6 mesi; e alla fine il provvedimento sarebbe comunque “morto” e si sarebbe dovuto ricominciare tutto daccapo. Ma con l’allungamento prima a 2 anni e poi a 4 della validità del provvedimento, si può fare. E che decide il Giudice? Non ha molta scelta. O decide che il boss sottoposto al 41 bis continua a comunicare con i suoi sottoposti (e allora deve mandare in galera almeno la metà dei agenti di Polizia Penitenziaria di quel carcere) oppure deve togliere il 41 bis. E una volta che è stato tolto, non si può fare un nuovo provvedimento per lo stesso motivo. Fantasie? Direi di no, visto che è già successo almeno 3 volte. Certo, si trattava di boss con numerosi reati, per cui è stato possibile fare altri provvedimenti che mantenessero il 41 bis, ma non durerà in eterno così.
P.S.
una delle richieste della trattativa tra Mafia e Stato era l'abbolizione del 41 bis
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da il Giornale.it
Alcuni articoli della Repubblica.it
Mafia, addio al carcere duro così i boss si liberano del 41 bis (6 luglio 2008)
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sabato 8 agosto 2009

Lettera di un Indiano d'America

Lettera del Capo Indiano Seattle, tribù Suwamish,
al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce
Il "Gran capo bianco di Washington", il Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce, fece un'offerta per acquistare una grande estensione di territorio sul quale vivevano i pellerossa e promise una riserva per il popolo indiano. Il Capo Seattle della tribù Suwamish, rispose con la lettera qui riportata: essa è stata considerata la più bella e profonda dichiarazione d'amore alla natura e all'ambiente.
Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
L’idea ci
sembra strana.

Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo.
Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma deiboschi ombrosi, ogni radura e ogni ronzio di insetti è sacro nelricordo e nell’esperienza del mio popolo.
La linfa che cola negli alberi, porta con sé il ricordo dell’uomo rosso.
I morti dell’uomo bianco dimenticano il loro paese natale, quandovanno a passeggiare nelle stelle.
I nostri morti non dimenticano mai questa terra meravigliosa, perché essa è la Madre dell’uomo rosso.
Noi siamo una parte della terra e la terra fa parte di noi.
I fiori profumati sono nostri fratelli: il cervo, il cavallo, la grande aquilasono nostri fratelli; le coste rocciose, il verde dei prati, il caloredei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Per questo quando il grande Capo Bianco di Washington ci manda a direche vuole acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi.
Il grande Capo ci manda a dire che ci riserverà uno spazio permuoverci, affinchè possiamo vivere confortevolmente tra di noi. Egli sarà il nostro padre, noi saremo i suoi figli.
Prenderemo in considerazione, dunque, la vostra offerta, ma non sarà facile accettarla.
Questa terra per noi è sacra.
Questa acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi, non èsolamente acqua; per noi è qualcosa di immensamente più significativo;è il sangue dei nostri padri.
Se vi vendiamo le nostre terre, dovete ricordarvi e insegnarlo ai vostri figli che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per i fiumi lo stesso affetto che dimostrereste ad un fratello.
Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte della terra è uguale all’altra, perchè è come uno straniero che arriva di notte ed alloggia nel posto che più gliconviene. La terra non è sua amica, la considera nemica e, quando l’ha conquistata, va oltre. Abbandona la terra dei suoi avi, e ciò non lo turba.
Toglie la terra ai suoi figli, e ciò non lo turba.
La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio.
Tratta sua madre, la Terra, e suo fratello, il Cielo, come se fosserosemplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere, come si facon le pecore e con le pietre preziose.
La sua bramosia divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il deserto.
Io lo so. I nostri costumi sono diversi dai vostri.
La vista delle vostre città fa male agli occhi dell’uomo rosso.
Non esiste un luogo per udire le gemme schiudersi in primavera o ascoltareil fruscio delle ali di un insetto.
Ma forse ciò avviene perchè io sono un selvaggio, e non posso comprendere.
Sembra che il rumore offenda solo le orecchie.
E che gusto c’è a vivere se l’uomo non può ascoltare il grido solitario del caprimulgo o il chiacchierio delle rane di notte attorno ad uno stagno?
Io sono un uomo rosso e non comprendo.
L’indiano preferisce il suono dolce del vento che si slancia come una freccia al di sopra dello specchio di uno stagno, e l’odore del vento stesso, reso terso dalla pioggia meridiana o profumato di pino.
L’aria è preziosa per l’uomo rosso, giacchè tutte le cose respirano la stessa aria.
L’uomo bianco non sembra far caso all’aria che respira.
Come un uomo per più giorni in agonia, egli è insensibile al fetore.
Ma se vi vendiamo le nostre terre, dovete ricordare che l’aria per noiè preziosa, che l’aria partecipa il suo soffio con tutto ciò che essafa vivere.
Il vento che ha dato il primo alito al nostro avo, è lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro.
E se vi vendiamo le nostre terre, voi dovete custodirle in modo tuttoparticolare, e tenerle per sacre, e considerarle come un luogo doveanche l’uomo bianco può andare a godersi il vento che reca lefragranze del prato, reso dolce dai fiori.
Considereremo la vostra offerta di acquistare le nostre terre.
Ma se decidiamo di accettare la proposta, io porrò una condizione:l’uomo bianco dovrà rispettare gli animali che vivono in questa terra, come se fossero suoi fratelli.
Io sono selvaggio, e non conosco altro modo di vivere.
Ho visto un migliaio di bisonti imputridire sulla prateria abbandonatidall’uomo bianco dopo che erano stati abbattuti da un treno in corsa.
Io sono selvaggio, e non comprendo come il “cavallo di ferro fumante” possa essere più importante dei bisonti quando noi li uccidiamo soloper sopravvivere.
Cosa è l’uomo senza gli animali?
Se tutti gli animali sparissero, l’uomo morirebbe in una grandesolitudine. Perché ciò che accade agli animali, prima o poi accadeagli uomini.
Tutte le cose sono connesse tra loro.
Dovete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano, èfatto delle ceneri dei nostri padri.
Affinché i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa è arricchita dalle vite della nostra gente.
Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la Terra è la Madre di tutti noi.
Tutto ciò che di buono arriva alla terra, arriva anche ai figli della terra.
Se gli uomini sputano sul suolo sputano su se stessi.
Noi sappiamo almeno questo: Non è la Terra che appartiene all’uomo, ma è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo.
Tutte le cose sono connesse, come i membri di una famiglia sonoconnessi da un medesimo sangue. Tutte le cose sono connesse.
Tutto ciò che accade alla terra, accade anche ai figli.
Non è l’uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne ha soltanto il filo.
Tutto ciò che egli fa alla trama, lo fa a se stesso.
Lo stesso uomo bianco con il quale il suo Dio si accompagna e parla conlui, come due amici insieme, non può sottrarsi al destino comune.
Dopo tutto forse noi siamo fratelli.
Vedremo. C’è una cosa che noi sappiamo e che forse l’uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete, come volete possedere le nostre terre: ma non lo potete. Egli è il Dio degli uomini e la pietà è uguale per tutti: tanto per l’uomo bianco, tanto per quello rosso.
Questa terra per lui è preziosa, nuocere alla terra è come disprezzare il suo Creatore.
Anche i bianchi spariranno; forse prima di tutte le altre tribù.
Contaminate il vostro letto e una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti.
Dove è finito il bosco?E’ scomparso.
Dove è finita l’aquila?E’ scomparsa.
E’ la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

P.S.
io credo che gli Indiani D'America siano stati il popolo più civile e più saggio che sia mai esisto su questo pianeta.
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martedì 28 luglio 2009

Le spie del nucleare: EDF e la pirateria nucleare

La centrale Tricastin(Francia) dove nel 2008, 100 operai sono stati contaminati "legermente".


Greenpeace in Francia è stata spiata da EDF, la Società Elettrica Statale Francese (controllata dallo Stato Francese). Due alti dirigenti dell'EDF sono indagati per intrusione informatica nei computer di Greenpeace. L'EDF vuole esportare in tutto il mondo l'energia nucleare. Sarkozy acquista uranio in Africa e vende centrali. Perché spiare Greenpeace? Per sapere che il nucleare è anti economico, di breve durata e pericoloso? questo lo sanno anche i bambini...
EDF è accusata di spionaggio ai danni di gruppi anti nucleari in Europa. EDF è la società francese del nucleare. Sarkozy è il suo piazzista internazionale. La notizia è stata riportata dal sito Mediapart e dal Financial Times. Pierre Francois, ex responsabile della sicurezza di EDF, ha dichiarato di aver organizzato servizi di sorveglianza su Greenpeace in "Francia e in Europa". Secondo l'accusa, Francois avrebbe usato degli investigatori per violare il computer di Yannick Yadot, direttore di Greenpeace in Francia. Mail, dati, file copiati e trasmessi. L'operazione sarebbe stata condotta da Thierry Lhoro, in precedenza agente segreto. L'editore del sito Intelligence Online, Philippe Vasset, ha detto:"La domanda è quanto fossero a conoscenza di questo lo Stato francese e la sua Intelligence". Pierre Francois è stato sospeso dopo un'indagine interna dall'EDF che (ovviamente) ha negato ogni addebito. Il nucleare è anti economico e pericoloso, anche per chi lo denuncia. EDF è la società esportatrice di nucleare in Italia con il supporto logistico dello della maggior parte della nostra classe politica. Greenpeace Italia ha fatto un blitz a Scanzano Jonico, in Basilicata, in un sito che dovrebbe ospitare scorie nucleari. Ha chiuso i pozzi di salgemma con dei tappi di cemento. Ha trasformato l'area in un campo giochi.

E' evidente l'attacco alla rete. Si cerca in ogni modo di sfruttare le tecnologie in modo illegale per violare i computers di persone scomode come il direttore di Greenpeace.
Da una ricerca è emerso che:"Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare del governo e occuperebbero almeno 200 mila persone. 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare."
FONTE: Greenpeace

Questa fragile terra ha bisogno di una voce, ha bisogno di cambiamenti,ha bisogno di soluzioni, ha bisogno di azioni...

sostieni Greenpeace

L'ENEL ha debiti finanziari per 61 miliardi di euro. In due anni il suo debito si è moltiplicato per quattro. Una società normale diminuirebbe il debito. ENEL, invece, lo aumenta. Gli investimenti nel nucleare le costeranno 31,5 miliardi. Chi pagherà i debiti dell'ENEL? Per Greenpeace, ENEL ha deciso di vendere quote di Enel Green Power, la divisione specializzata in energie rinnovabili. Più nucleare, più tasse, meno rinnovabili, più costi in bolletta.
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sabato 25 luglio 2009

Perché i nostri politici vogliono il nucleare?

Perché i nostri politici vogliono il nucleare?
Perché lo vogliono "presto"?
E' una questione di soldi, dei nostri soldi, delle nostre tasse.
L'industria del nucleare, in abbandono in tutto il mondo, ha bisogno di enormi investimenti, di aiuti permanenti da parte dello Stato. E' una grande torta che fa impallidire la tassa sulla bolletta dell'energia elettrica usata per gli inceneritori. Per chi non lo sapesse in Italia è stata fatta una legge che prendeva una percentuale di nostri soldi per le fonti rinnovabili:
Il CIP6 è una delibera del
Comitato Interministeriale Prezzi adottata il 29 aprile 1992 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°109 del 12 maggio 1992) a seguito della legge n. 9 del 1991, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili ed "assimilate". La dizione "assimilate" fu aggiunta alla previsione originaria in sede di approvazione del provvedimento per includere fonti di vario tipo, non previste espressamente dalla normativa europea in materia perche inqinanti. In conseguenza della delibera "CIP6", chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore Servizi Elettrici ad un prezzo superiore a quello di mercato. I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette.
In sostanza NOI stiamo finanziando, pagando il 6-7% in più sulla bolletta, anche gli inceneritori (portatori di tumori e varie malattia) o le centrali a carbone altamente inquinanti invece di finanziare solo le fonti rinnovabili che avrebbero dovuto ridurre le emissioni come diceva la
direttiva Europea a cui anche l’Italia è vincolata, truffando noi cittadini e facendo fare business con i nostri soldi ai soliti monopolisti e tenendo in vita gli inceneritori che senza i NOSTRI SOLDI non sopravvivrebbero, domani saremo noi a sovvenzionare le centrali nucleari con le tasse (come succede in tutto il resto del mondo che utilizza il Nucleare) se apriranno queste centrali nucleari, invece le fonti rinnovabili potrebbero farci superare il problema energetico e ripulire l’aria che respiriamo e fare fare bussines a tutti e non ai soliti imprenditori che fanno soldi con le nostre tasse grazie agli amici politici.
Per non parlare delle
scorie radioattive. Il problema maggiore legato alle scorie nucleari riguarda l'elevato numero di anni necessari affinché si raggiunga un livello di radioattività non pericoloso. In relazione ai tempo di emivita, tale arco di tempo è stato calcolato e gli anni necessari risulterebbero 20.000 nel caso di rifiuti provenienti da processi di riciclo del combustibile esausto, mentre occorrerebbe un tempo 100 volte(2.000.000 anni!!!) superiore nel caso di scorie non trattate.
E poi l'Italia è un paese altamente sismico immaginatevi che cosa sarebbe successo se ci fosse stata una centrale nucleare in Abruzzo!
Nella foto a sinistra potete vedere le zone a rischio.
Mi sembra che la popolazione italiana si sia già espressa in modo chiaro e inequivocabile!
Ammesso e non concesso che si possano fare centrali sicure, antisismiche e quant'altro, resta il problema delle scorie nucleari che non si possono stoccare da nessuna parte sicura al mondo.
Queste scorie hanno poi la prerogativa naturale di essere molto longeve.
Pèrdono la radioattività in "centinaia d'anni",vale a dire che noi oggi li sotterriamo e per centinaia d'anni si potrebbe essere contaminati, ma soprattutto che materiale usiamo per fare gli involucri a tenuta stagna che durino centinaia d'anni?
Ancora, chi si becca i depositi di scorie nucleari in Italia? Li vorreste vicino al vostro comune?
Vogliamo parlare dei tempi e dei costi di realizzazione degli impianti nucleari?
Abbiamo mano d'opera,tecnici ed esperti in tutti i campi. Quando decideremo di farcele da soli tante cose?
Anticipiamoli sulle nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili, è l'unica cosa da fare per essere indipendenti a livello energetico e Salvare il nostro pianeta.
Non credete a chi vi dice che le cantrali nucleari sono sicure cliccate sotto in Francia hanno recentemente avuto grossi problemi
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domenica 19 luglio 2009

Corteo delle Agende Rosse: 19 Luglio 2009

Totò Riina, 18/7/2009:
Clicca su per vedere l'articolo della Repubblica.it

Borsellino la strage in via D'Amelio Riina nuove rivelazioni
Clicca su per vedere il video

Domenica 19 luglio 2009, via D’Amelio, Palermo. Diciassette anni dopo la strage i due fratelli del giudice Paolo Borsellino, Salvatore e Rita, salgono sul palco allestito in occasione della commemorazione del magistrato rilasciando forti dichiarazioni alla presenza di circa un centinaio di partecipanti.Inizia Salvatore Borsellino, anima della manifestazione, ieri in testa al corteo delle “Agende Rosse” che da via D’Amelio e’ salito fino al Castello Utveggio, da cui, secondo i parenti di Borsellino, sarebbe forse partito il segnale per uccidere il magistrato. “Ieri – dichiara – siamo saliti fino al luogo da dove e’ stata provocata la strage, con una agenda rossa in mano”. Agenda che, come e’ noto, conteneva gli appunti di Paolo Borsellino e che e’ scomparsa dalla borsa dello stesso immediatamente dopo l’attentato e che simbolicamente oggi intitola un libro che puo’ essere ricevuto presentandosi all’apposito banchetto al presidio di via D’Amelio.
“Oggi – continua Salvatore, quasi afono a causa dello stess degli ultimi giorni – siamo qui a manifestare non solo per Paolo ma per chiedere chiarezza sui veri mandanti della strage”. “Finalmente sembra che qualcosa si sta smuovendo; ci sono dei magistrati, coraggiosi come Paolo, come Ingroia ed altri, che stanno portando avanti le indagini come per 17 anni non era mai stato fatto.”“La nostra manifestazione e’ stata ed e’ pacifica, ma la nostra presenza fa paura, tanto che – aggiunge – abbiamo impedito ai soliti avvoltoi di presenziare in questi giorni, come accaduto in passato”.E per concludere un ringraziamento alla folla presente: “La nostra presenza qui e’ un segno di Resistenza”.
A seguire l’intervento di alcuni degli organizzatori del presidio di oggi, che hanno condannato la scarsa partecipazione dei cittadini di Palermo alle manifestazioni legate al 19 luglio, ricordando al grido di “Vergogna!”, che ai residenti di via D’Amelio era stata richiesta una simbolica partecipazione appendendo lenzuoli bianchi ai balconi, invito fino a quelo momento non seguito.Dopo la veemente richiesta urlata ai microfoni appare qualche lenzuolo bianco, ma soprattutto appare una agitata Rita Borsellino, che chiede di salire sul palco. Ci si poteva aspettare qualche polemica ma l’intervento della sorella di Salvatore e Paolo e’ stato equilibrato e costruttivo e accompagnato da numerosi, caldi e sentiti applausi.“il mio non scendere da casa per stare in mezzo a voi al presidio – dice – aveva un significato profondo. Tanto profondo che probabilmente non e’ stato colto. “Il senso e’ che il mio presidio e’ li’ – indicando la casa dove vive – ed e’ ogni giorno”. E poi, ringraziando gli intervenuti, ma dissentendo con chi ha lanciato il grido di vergogna agli abitanti ha aggiunto: “Il gesto di rimanere ad abitare qui, come mi hanno chiesto i miei figli, rappresenta la mia sfida. Magari ci sono degli indifferenti, ma chi e’ rimasto ad abitare qui, dopo avere avuta distrutta la casa, ha dato un segno. E vive questa realta’ ogni giorno.” “Vi prego – conclude – di rispettare chi vive qui e come me scende in questa strada ogni giorno e di vivere anche voi tutti i giorni come se fosse il 19 luglio”.Ne segue un commosso abbraccio con Salvatore, segno dell’unita’ dei fratelli nella lotta contro la mafia e nella ricerca della verita’ che sta dietro la strage di via D’Amelio.

Alla testa del corteo, oltre a Salvatore Borsellino, c'era anche l'ex pm Luigi De Magistris, esponente di Italia dei Valori. «La lotta alla mafia procede per due vie diverse, ha detto Salvatore Borsellino, Da un lato una parte delle forze dell'ordine e della magistratura che conduce una lotta serrata, dall'altro lato ci sono altre istituzioni, come la politica, che si contraddistinguono per una fortissima carenza di provvedimenti contro la mafia».Le nuove indagini sulle stragi aprono adesso spiragli di speranza verso l'affermazione della verità. «Oggi finalmente, dopo anni di tenebre - ha proseguito Borsellino -, la lotta che si sta conducendo nelle procure di Palermo e Caltanissetta sta andando nel verso giusto».

La sorella, Rita, parlamentare europeo del Pd, si chiede però «perchè queste piste vengano fuori solo dopo 17 anni. Ho molti dubbi, ma non accuso nessuno». Per Salvatore Borsellino «Se pentiti come Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino non avevano parlato fino adesso è perchè forse non avevano trovato le interfacce giuste all'interno della magistratura».Proprio affinchè i pm continuino a lavorare «bisogna vigilare - ha detto De Magistris - perchè non vengano fermati da parte di pezzi deviati delle istituzioni che hanno operato e opereranno per ostacolare la magistratura».

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Via D'Amelio 19 Luglio 1992: Paolo Borsellino

"Forse saranno mafiosi coloro che mi uccideranno ma coloro che avranno voluto la mia morte saranno altri"
Paolo Borsellino Via D'Amelio 19 Luglio 1992: Paolo Borsellino
Lo uccise Cosa Nostra o fu aiutata dai servizi segreti?
Non voglio dilungarmi sulla vita
Paolo Borsellino che tutti (Spero) già conoscono, io in questo triste giorno mi vorrei soffermare su:
-Le dichiarazioni pubbliche di
Paolo Borsellino
-Polemiche relative alla Strage di via d'Amelio

Le sue dichiarazioni pubbliche.
Borsellino, in vita, rilasciò interviste e partecipò a numerosi convegni per denunciare l'isolamento dei giudici e l'incapacità o la mancata volontà da parte della politica di dare risposte serie e convinte alla lotta alla criminalità. In una di queste Borsellino descrive le ragioni che hanno portato all'omicidio del giudice
Rosario Livatino e prefigura la fine (che poi egli stesso farà) che ogni giudice "sovraesposto" è destinato a fare. Potete vederlo nel video Paolo Borsellino si scaglia contro i politici.
Ci sono delle dichiarazioni che sono del 26 Gennaio 1989 ma che tristemente continuano ad essere troppo attuali dove parla della contiguità tra politica e mafia parlando di vicinanze tra politica e mafia.
Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989:
«L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.»
Parole pronunciate 20 anni fa!!! Ma tristemente sempre attuali Come mai?
Se volete potete sentire queste parole pronunciate da lui stesso guardate il Link sotto su YouTube
Lezione sulla mafia (Il Video)
Oppure potete vedere tutto l’intervento
Paolo Borsellino - CONTIGUITA' MAFIA-POLITICA (26-1-89)

Oggi nel Parlamento e nel Senato Italiano militano personaggi che in passato è accertato che abbiano avuto contatti con Mafiosi (non costituenti reato) e c’è ne sono altri che sono stati condannati per favoreggiamento alla mafia e non hanno scontato neanche un giorno di carcere e questi “signori” potenzialmente possono anche far parte della Commissione Parlamentare Antimafia cioè l’organo che dovrebbe ostacolare la mafia!!! E come diceva Paolo Borsellino “i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica”. Quindi, a mio parere, solo quando toglieremo “il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica” daremo atto e merito al sacrificio di questi uomini e non facendo SOLO commemorazioni serve la volontà della politica di soffocare la Mafia partendo dalle infiltrazioni o dalle sospette infiltrazioni Mafiose che ci sono all’interno dello Stato.
Sono ancora molti i misteri. Il 23 maggio 1992 nell'
attentato di Capaci perdono la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo. Due mesi prima della sua morte, Paolo Borsellino rilascia un'intervista ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi (19 maggio 1992). L'intervista mandata in onda da RaiNews24 nel 2000 è di trenta minuti, quella originale era invece di cinquanta minuti. Poi c’è anche di un’AGENDA ROSSA che Giovanni Falcone prima di morire gli aveva passato come testimone di cui non si separava mai e che non venne mai più ritrovata. Cosa disse Paolo in quei 20 Minuti CENSURATI d’intervista e che cosa c’era scritto di cosi importante in quell’AGENDA ROSSA?

Polemiche relative alla Strage di via d'Amelio
In occasione del quindicesimo anniversario della strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice
Paolo Borsellino e la sua scorta, grande scalpore ha destato una lettera aperta del fratello del giudice, Salvatore, indirizzata all'ex-Ministro degli Interni Nicola Mancino. Tale lettera, intitolata "19 luglio 1992: Una strage di stato" ipotizza che l'allora Ministro degli Interni Mancino fosse a conoscenza della causa dell'omicidio di Borsellino. In un passaggio si legge infatti,
"Chiedo al senatore
Nicola Mancino, del quale ricordo negli anni immediatamente successivi al 1992 una lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte. O spiegarci perché, dopo avere telefonato a mio fratello per incontrarlo mentre stava interrogando [il pentito mafioso] Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Polizia Parisi e il dottor Contrada [ex numero tre del SISDE, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa], incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente...In quel colloquio si trova sicuramente la chiave della sua morte e della strage di Via D’Amelio."
Altri fatti, tra l'altro citati nella lettera di Salvatore Borsellino, misero in questione l'operato del Ministero degli Interni guidato allora da Nicola Mancino: destarono scalpore, per esempio, la presenza in via D'Amelio di un poliziotto trasferito alcuni mesi prima alla questura di Firenze perché colluso con un gruppo di spacciatori di droga, e la presenza in Via D'Amelio dell'allora Cap. dei Carabinieri Arcangioli, visto allontanarsi dal luogo della strage con in mano la borsa di Paolo Borsellino appena estratta dai rottami della Croma blindata nella quale sedeva il giudice qualche istante prima dell'esplosione. A detta dei familiari e dei colleghi di Borsellino, questa borsa conteneva un'agenda che il giudice utilizzava per annotare le considerazioni più private sulle sue indagini e colloqui.
A fronte delle critiche sul suo operato all'epoca della strage di via D'Amelio, Mancino sostenne di non ricordarsi di nessun incontro con il giudice nel mese di Luglio 1992 e mise in dubbio l'attendibilità del pentito Mutolo. Salvatore Borsellino replicò con un'altra lettera aperta:
"In merito alla persistenza delle lacune di memoria del Senatore Mancino sull'incontro con Paolo Borsellino del primo Luglio 1992, evidenti dalla sua risposta alle mie dichiarazioni e preoccupanti per chi è stato chiamato alla vicepresidenza del
CSM, ritengo mio dovere fargli notare quanto segue. Se è vero che le dichiarazioni di un pentito come Gaspare Mutolo non possano assumere da solo valore probatorio se non suffragate da solidi riscontri è anche vero che di riscontro ne esiste almeno uno, e incontrovertibile, dato che è siglato dallo stesso Paolo Borsellino. Nella sua seconda agenda, quella grigia in possesso dei suoi familiari, che, essendo stata lasciata a casa da Paolo il 19 Luglio non ha potuto essere sottratta come quella rossa [scomparsa in seguito alla strage di Via d'Amelio], Paolo ha annotato: '1 luglio ore 19:30 : Mancino'. In quanto alla credibilità dello stesso Mutolo, il quale riferisce la frase di Paolo durante l'interrogatorio: 'devo smettere perché mi ha chiamato il ministro, manco mezz'ora e torno ....', devo ricordare al Senatore Mancino che è proprio grazie alle dichiarazioni di Gaspare Mutolo che il dott. Contrada, funzionario del SISDE, ha potuto essere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Inoltre lo stesso [procuratore aggiunto alla procura di Palermo] Vittorio Aliquò ha dichiarato di aver accompagnato Paolo fino alla soglia dell'ufficio di Mancino, ed è impossibile credere che lo stesso non possa ricordare di avere incontrato non un qualsiasi magistrato tra i tanti che quel giorno venivano a complimentarsi per la sua nomina, ma un giudice ad estremo rischio di vita che in quei giorni era al centro dell'attenzione di tutti gli Italiani."
Inquietanti interrogativi che riportano alla mente, tuttavia, circostanze che videro coinvolto lo stesso servizio segreto civile in torbide vicende su cui tuttora la magistratura siciliana sta tentando di fare luce. Come l’indagine della procura di Caltanissetta che, riprendendo una pista accantonata, indaga, a distanza di sedici anni, sul probabile coinvolgimento del Sisde nella strage di via D’Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i suoi agenti di scorta. Sempre grazie alle indagini del consulente Genchi, infatti, si accertò la presenza di una sede coperta del Sisde sul Monte Pellegrino, che sovrasta Palermo e via d’Amelio, all’interno del Castello Utveggio che ospita il Cerisdi, un centro di ricerche e studi manageriali. La circostanza venne fuori dall’analisi del tabulato del numero 0337/962596, intestato al boss Gaetano Scotto, che chiamò un’utenza fissa del Sisde installata proprio in quel castello. Suo fratello, Pietro Scotto, per conto della società Sielte, compì lavori di manutenzione sull’impianto telefonico della palazzina di via D’Amelio. Lavori necessari, si scoprì successivamente, per intercettare abusivamente la linea telefonica della madre del giudice Borsellino e quindi ottenere la conferma del suo arrivo nel pomeriggio del 19 luglio 1992. Dal Castello Utveggio il Sisde scompare subito dopo l’inizio delle indagini e poco altro si sa. Quella stagione, poi, fu segnata anche da un’altra discussa vicenda giudiziaria, scaturita in una condanna definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, che vide coinvolto il numero tre del Sisde,
Bruno Contrada
nella foto sopra Castello Utveggio
foto sotto:vista di via D'Amelio dal castello
Molti oggi dubitano che Paolo Borsellino sia stato ucciso SOLO dalla mafia e si fanno ipotesi su un coinvolgimento dei poteri forti, Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, parla esplicitamente di "strage di Stato":
« Perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e di quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia. Hanno messo in galera un po’ di persone - tra l’altro condannate per altri motivi e per altre stragi - e in questa maniera ritengono di avere messo una pietra tombale sull’argomento. Devo dire che purtroppo una buona parte dell’opinione pubblica, cioè quella parte che assume le proprie informazioni semplicemente dai canali di massa - televisione e giornali - è caduta in questa chiamiamola “trappola”. Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato. E vogliamo far capire anche che esiste un disegno ben preciso che non fa andare avanti certe indagini, non fa andare avanti questi processi, che mira a coprire di oblio agli occhi dell’opinione pubblica questa verità, una verità tragica perché mina i fondamenti di questa nostra repubblica. Oggi questa nostra seconda repubblica è una diretta conseguenza delle stragi del ‘92 »
Foto: Salvatore Borsellino
vi propongo in fine 2 video

1) Lettera di Martina a Paolo Borsellino letta da Salvatore Borsellino,
2)
FUORI LA MAFIA DALLO STATO!!! in questo video guardate la gente di Palermo ai funerali di della scorta di Paolo Borsellino inferocita contro i Politici

In conclusione le domande a cui dopo 17 Anni non ci sono risposte sono:
-Cosa c’era scritto di così scottante nella famosa AGENDA ROSSA di Paolo Borsellino?
-E perche è stata sottratta proprio il 19 Luglio 1992?
-il dottor Contrada [ex numero tre del SISDE, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa] ed il SISDE in generale che ruolo hanno avuto nella strage?
-La famiglia Borsellino dice che Paolo ha annotato nell’altra agenda di colore grigio: '1 luglio ore 19:30 :Mancino', Perche l’ex Ministro dice di non ricordare la Conversazione con Paolo Borsellino?
-Due mesi prima della sua morte, Paolo Borsellino rilascia un'intervista ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi (19 Maggio 1992). Perché L'intervista mandata in onda da RaiNews24 nel 2000 è di trenta minuti, ma quella originale era invece di cinquanta minuti? Perche censurarla? Cosa disse Paolo in quei 20 Minuti d’intervista?
-Ma sopratutto perché molti implicati con la mafia oggi votano le leggi? E come mai molti amici di mafiosi (non condannati ma inaffidabili a gestire la cosa pubblica come diceva Paolo Borsellino) sono ancora li a Votare le leggi? Con il Rischio che qualcuno di loro possa finire in commissione antimafia?
Ci sono troppe domande e troppe coincidenze a cui qualcuno un giorno dovrà dare Risposte
L’Eurodeputato SONIA ALFANO (presidente dell’Associazione vittime di Mafia) ha denunciato quest’ultimo punto potete vedere il video
Appello di Sonia Alfano ma i potenti fanno finta di niente.
Paolo Borsellino durante il suo intervento al funerale de suo Collega e Amico Giovanni Falcone fa capire che non era tempo di commemorazioni ma era tempo di combattere di continuare la lotta alla Mafia,

ultimamente Gioacchino Genchi ha portato delle novità, in un intervista, dai risvolti più inquietanti della vicenda http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw

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mercoledì 15 luglio 2009

NON SOLTANTO ESSERE ONESTI, MA APPARIRE ONESTI

Il Presidente del Senato Renato Schifani commemora il Giudice Paolo Borsellino il 14 luglio 2009.
Paolo Borsellino e la strage di via D'Amelio, il 19 luglio si avvicina:
Il Presidente del Senato Renato Schifani ricorda solo alcune parole di Paolo Borsellino. Con una scelta, a mio avviso, strumentale sostiene che secondo Borsellino: "il giudice deve non solo apparire ma soprattutto essere imparziale, senza mostrare mai all'esterno le proprie ideologie". Parole sante.

Sarebbe interessante, però, se il Presidente del Senato Schifani, ricordasse al popolo italiano e a tutta la nostra classe politica dirigente che ci governa l'insegnamento di Paolo Borsellino maggiormente disatteso da tutta classe politica italiana.

Insegnamento di Paolo Borsellino ignorato, a mio avviso, dai politici:
"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no!, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto.
Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, NON SOLTANTO ESSERE ONESTI, MA APPARIRE ONESTI facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati."

-----Queste sono Parole di Paolo Borsellino a Bassano Del Grappa nel 1989 -----

---P.S.--- Renato Schifani, negli anni ‘90 era socio della “Sicula brokers” con Nino Mandalà e Benny D’Agostino, entrambi condannati in via definitiva per associazione mafiosa. Renato Schifani è stato consulente del Sindaco del comune di Villabate (PA) la cui giunta comunale è stata sciolta 2 volte per collusione con la mafia.

---Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez---

clicca sulla foto per vedere il video

Bella domanda!!! molti se lo chiedono
.......la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Paolo Borsellino.

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Bruno Contrada e la strage di Via d’Amelio Jul 07, 2009
Appello di Salvatore borsellino Jul 02, 2009

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martedì 14 luglio 2009

Sciopero dei Blogger


VIDEO
clicca sotto
DEI BLOGGER

Art.21 della Costituzione Italiana:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
ma:
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.
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martedì 7 luglio 2009

Bruno Contrada e la strage di Via d’Amelio


Bruno Contrada e la strage di Via d’Amelio Post Tratto dal Blog Senza Memoria

Poliziotto, agente segreto, ex numero 3 del Sisde. Lavora a Palermo per tantissimi anni ma è molto chiacchierato… Non sono solo voci e infatti nel giorno di Natale del 1992 viene arrestato. Bruno Contrada viene indicato come trait d’union fra Stato e mafia non solo da una ventina di mafiosi pentiti, ma pure da una gran quantità di autorevolissimi testimoni a cominciare dai colleghi del Giudice Giovanni Falcone. Questi hanno ripetuto varie volte davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, come Rosario Riccobono e Calogero Musso.
Nelle sentenze succedutesi in 15 anni, si legge che Contrada concesse la patente ai boss Stefano Bontade e Giuseppe Greco; che agevolò la latitanza di Totò Riina e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; che intratteneva rapporti privilegiati con Michele Greco (detto il Papa) e Salvatore Greco; che spifferava segreti d’indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra, nel Natale del 1981, per acquistare un’auto a un’amante del superpoliziotto); che ha portato al processo falsi testimoni a sua difesa. Inoltre ci sono 2 tristi vicende italiane che lo coinvolgono in prima persona.
La prima è quella di Oliviero Tognoli, l’imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 come riciclatore della mafia. Secondo Carla Del Ponte, che lo interrogò a Lugano insieme a Falcone, Tognoli ammise che a farlo fuggire dall’Italia era stato Contrada, anche se, terrorizzato da quel nome, rifiutò di metterlo a verbale.
Poi, in un successivo interrogatorio, ritrattò.
In più c’è un fatto gravissimo che lo vede coinvolto nella strage di via D’Amelio dove persero la vita Paolo Borsellino e la sua scorta. Quel pomeriggio del 19 luglio ‘92 Contrada è in gita in barca al largo di Palermo con gli amici Gianni Valentino (un commerciante in contatto col boss Raffaele Ganci) e Lorenzo Narracci (funzionario del Sisde). Racconterà Contrada che, dopo pranzo, Gianni Valentino riceve una telefonata della figlia “che lo avvertiva del fatto che a Palermo era scoppiata una bomba e comunque c’era stato un attentato. Subito dopo il Narracci ha chiamato il centro Sisde di Palermo per informazioni più precise”. Appreso che la bomba è esplosa in via d’Amelio, dove abita la madre di Borsellino, Contrada si fa accompagnare a riva, passa da casa e, in serata, giunge in via d’Amelio. Ma gli orari - ricostruiti dal consulente tecnico dei magistrati, Gioacchino Genchi - non tornano. L’ora esatta della strage è stata fissata dall’Osservatorio Geosismico alle 16, 58 minuti e 20 secondi. Alle 17 in punto, cioè 100 secondi dopo l’esplosione, Contrada chiama dal suo cellulare il centro Sisde di via Roma. Ma, fra lo scoppio e la chiamata, c’è almeno un’altra telefonata: quella che ha avvertito Valentino dell’esplosione. Dunque, in 100 secondi, accadono le seguenti cose: la bomba sventra via d’Amelio; un misterioso informatore (Contrada dice la figlia dell’amico) afferra la cornetta di un telefono fisso (dunque non identificabile dai tabulati), forma il numero di Valentino e l’avverte dell’accaduto; Valentino informa Contrada e gli altri sulla barca; Contrada afferra a sua volta il cellulare, compone il numero del Sisde e ottiene la risposta dagli efficientissimi agenti presenti negli uffici solitamente chiusi di domenica, ma tutti presenti proprio quella domenica.
Tutto in un minuto e 40 secondi. Misteri su misteri. Come poteva la figlia di Valentino sapere, a pochi secondi dal botto, che – parola di Contrada – “c’era stato un attentato”? E come potevano, al centro operativo Sisde, sapere che era esplosa una bomba in via D’Amelio già un istante dopo lo scoppio?

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